Succede che lo scorso Dicembre Chiquita Madame in mezzo del cammin’ delle sue ferie, per far fronte a un’emergenza sia dovuta tornare in ufficio…
Ora, premettiamo che l’ufficio di Chiquita Madame si trova in una nota zona della Roma benissimo e che non è raro che passino sotto la sua finestra più limousine che autobus. Ciò detto…
Succede che lo scorso Dicembre, Chiquita Madame infila un paio di jeans, un paio di stivaletti da montagna, un maglione pesante, si fa una coda di cavallo alla ben’è meglio e esce di casa per andare a lavoro.
Succede che appena uscita dalla metro e essersi beccata il taglio della tramontana sul viso e resasi conto che l’unica cretina in giro durante i giorni di festa era lei, abbia iniziato a bestemmiare in turco antico e in qualche altra lingua morta, calpestando i piedi e imprecando contro il fato bastardu e maledettu che l’aveva trascinata in quella via, proprio quel giorno.
Poi, d’un tratto, da lontano scorge un suv che arriva e coattamente parcheggia sul marciapiede accanto al suo portone e Chiqs subito pensa ‘varda tì po’ i maranza che girano, tutti tirà’ Alché dal suv in questione discendono tre figure: uno alto vestito come David Crockett, uno medio e lampadato appena scappato dal set di True Blood, una slavatina anonima. Le tre figure cominciano a scaricare valigie su valigie. Ognuna di forma e colore diverso. E il pensiero successivo di Chiqs è ‘varda tì po’, tì te ha tanti schei e no te compra nianca un set de Louis Vuitton?!’.
Quindi, Chiquita Madame, incuriosita e infastidita decide di attraversare la strada e guardare in faccia i tre fenomeni da circo.
Chiquita Madame era vestita come la guardiana di una casa cantoniera, quel giorno. Nulla avrebbe potuto spaventarla. Sicchè attraversata la strada, sale sul marciapiede decisa, si accosta ai tre ceffi che hanno appena posato tutte le valigie sul carrello dei facchini, si accosta, li guarda bene, posa gli occhi su quello altissimo, purissimo e levissimo che ora è lontano da lei meno di tre cm. Lo guarda bene e… eccheccazzo Ashton Kutcher io lo dovevo incontrare proprio oggi che sono vestita da cesso?!
Era proprio lui, fresco di separazione, bellissimo, altissimo, stuzzicantissimo nei suoi abiti da boscaiolo canadese. E Chiquita Madame anche era lì. Bassissima, bruttissima e al massimo attraente solo per un uomo molto cieco e molto disperato.
Chiquita Madame non ha neanche avuto il coraggio di sorridergli, si è defilata alla chetichella ed è salita in ufficio. Per cinque giorni la macchina di Ashton Kutcher è rimasta parcheggiata nello stesso punto e per cinque giorni Chiquita Madame ha pensato di lasciargli il seguente post-it: Soprattutto gratis e a tutte le ore. Chiamami!
Ma non l’ha fatto. E il quinto giorno, Chiquita nel passare davanti l’innominabile hotel dove le rinomate chiappe di Ashton Kutcher si erano riposate, la macchina non c’era più: Ashton era partito.
Chiquita aveva perso l’ennesima occasione. Certo Ashton Kutcher sicuramente non l’avrebbe mai richiamata e magari l’avrebbe pure denunciata come stalker, tant’è… tant’è che non lo potremo mai sapere. Magari Ashton avrebbe richiamato incuriosito. E magari si sarebbe innamorato di Chiqs, del suo culo e della sua deliziosa pronuncia britannica e avrebbe deciso di portarla a Hollywood laddove, finalmente libero dal giogo dell’infingarda Demi Moore-chiappe scese, l’avrebbe sposata in una notte di plenilunio su una spiaggia di Malibu…
Ma Chiquita Madame il famoso bigliettino sul vetro della suv non ce l’ha mai lasciato, quindi…
Ashton Kutcher, ti prego. Se stai leggendo queste righe e non sai come sei arrivato su questo blog e non ci capisci niente perché tu in italiano sai dire solo ‘parmesan’, ‘pizza’ e ‘bella fica’… affidati a google translate e leggi bene.. se ripassi a Roma e dormi presso lo stesso favoloso hotel di cui io non rivelerò mai il nome… ti prego, mi permetterai di raccogliere almeno lo sporco delle tue unghie? Certo, se poi insisti per fare colazione in camera, io certo non ti dico di no. Magari, ne nasce una bella amicizia interculturale. Ashton, ti voglio bene. E con quella camicia scozzese eri proprio fico. E mi dispiace che quando ci siamo incontrati io non indossavo il mio solito tacco 14, perché sennò mi avresti sicuramente visto.
Un saluto grande da Roma
Tua devotissima fan dai tempi di That 70’s Show
Chiquita Cheeqs Madame
uhm, non so, io preferirei un tipo alla Filippo Timi. Anzi, proprio lui!
)
Se dovesse capitarti di incrociarlo…me lo faresti sapere? Anche tramite mail a straffi@live.it!
grazie, grazie, apprezzo molto.
(ma…quest’accento veneto?
mannò Filippo Timi no!!! cmq vanno tutti a un cinema a Testaccio… se ci capiti ti dico dov’è.. solo che devi beccare quando ci va
ehh quest’accento veneto è eredità di un lungo vissuto slle dolomiti
ma come no?? c’ha un po’ ‘sto problema della balbuzie…ma a parte quello è perfetto! Glielo risolvo io! Studierò logopedia!
a Testaccio? Perfetto! Se questo fine settimana faccio in tempo, ci passo
secondo me se gli parlavi veneto era fatta.
dize tu?! no gh’avei pensà mì…tosatt’ quando venie tu dò a Roma?
Chiqs, solo tu puoi salvare questo ragazzo che quando va a Roma si perde come un povero randagio e fa certe robbbe dietro ai piloni di cemento.
io ci ho provato, ma non è servito a niente.
mi affido a te…
e poi lui ti rubava a noi ! eh no…
MANNò DIZ!! VI AVREI TWITTERATO DA BOLLYWOOD!!!!!
Chiqs non è fatto per il tweet…ne per Ashton
diz! e perché son fatta io?? per jean paul sartre pace all’anima sua che avrebbe fatto di me una moglie morganatica?
Il paradigma del toy-boy! Poi vado a controllare e… è più vecchio di me di qualche anno! Sono giovane!
mannò!!! lui ha 30 anni come me! quale toy boy! toy boy per demi che gli poteva essere figlio.. ahhh.. quanto è bbbono!
sempre splendidi i tuoi post… torna a scrivere su..
un bacio
voilà! tu invochi, j’arrive
pubblicato oggi fresco fresco..