Spirit in the Sky

When I die and they lay me to rest
Gonna go to the place that’s the best
When I lay me down to die
Goin’ up to the spirit in the sky
Goin’ up to the spirit in the sky
That’s where I’m gonna go when I die
When I die and they lay me to rest
Gonna go to the place that’s the best

Norman Greenbaum

Chiquita Madame ha vissuto uno splendido mese da asintomatica.

Una mattina, dopo una settimana di un’influenza così tosta che pensava avesse contratto anche la ZIKA, si è svegliata e non aveva sonno, non le facevano male le gambe, non le doleva la schiena, non le davano fastidio i rumori, non sentiva rimbombi e…udite! udite! riusciva perfino a non pisciarsi sotto. All’inizio ha pensato bene di convocare subito un concilio Vaticano straordinario per gridare Al miracolo! invece, dopo attenta riflessione, ha deciso di chiamare il suo fantastico pool di medici Teletubbies e chiedere:

  • Senti un po’ dottorì… ma niente che niente ve siete sbagliati e io so sana come un pesce o miracolata di Lourdes?!

I Teletubbies all’unisono hanno sorriso e poi con sguardo compassionevole spiegato che le altalene sono una costante dell’annosa malattia che corrode l’esistenza di Chiquita Madame, di godersele, non abusarne e non credere nelle parabole, lei non è Lazzaro e presto o tardi tornerà a camminare come uno dei ballerini zombie di Thriller.

Chiquita Madame ha preferito vivere i suoi giorni da persona sana pianificando imprese iperboliche, allenamenti di fitness che non ha potuto fare, serate danzanti in discoteca nemmeno fosse stata una groupie degli ABBA, visite culturali inutili e viaggi in capo al mondo. In generale è riuscita soltanto a sentirsi generalmente meno stanca e a non farsi compiangere mentre si alza dal sedile della metro. E’ in compenso riuscita a:

– fare molto tardi per ben tre sabati di fila
– visitare Nonna Iolaide spesso e volentierti
– vedere più di un amico per recuperare lacune d’intimità ormai simili al cratere del Monte Fato

Poi, pochi giorni fa si è alzata dalla sedia e ha sentito una fitta lancinante alla schiena, è caduta e ha capito che DAS MONSTER era tornato dalla vacanza. Si sono stretti la mano, lui si è accomodato sul culo di Chiquita Madame e le giornate hanno ripreso a scorrere più o meno come prima di un mese fa.

Ad oggi il cambiamento sostanziale sta nella forma che stanno assumendo le gambe di Chiquita Madame: due zampe di gallina gonfie e un po’ storte, livide e piene di ristagni linfatici. Le due zampe di gallina stanno di molto aiutando il livello di sottostima di Chiquita Madame a raggiungere quote talmente basse da scendere giù al centro della terra.

Il morale resta lo stesso stabile, fatta eccezione di picchi di rabbia e misantropia che la portano a scontri con Herr Mutter, i parcheggiatori abusivi, l’infido Capo e a vivere momenti di autoesilio in cui non parla, guarda musical con Gene Kelly in loop e vuole vedere nessuno e resta sul divano a piangere non tanto la disgrazia della sua malattia quanto la presenza ingombrante della cellulite mugugnando sommessamente “volevo essere almeno una malata sexy…”

E il resto, come va? Il resto non c’è. Ci sono gli amici, ormai pochi, pochi, ma buoni, buoni. Restano tanti ricordi, alcuni belli, tanti orribili e resta un’enorme assenza d’amore nella vita di Chiquita che lei desidera volontariamente sforzarsi di non compensare con alcun surrogato della figura di un fidanzato. Forte della fresca visione di ‘Perfetti sconosciuti’ la vita di coppia non le manca affatto, al contrario.
Il dialogo con l’Altissimo resta, per fortuna, costante, così come l’elenco dei perché che ogni giorno gli sottopone. Al momento, Chiquita è in attesa che il famoso lei motiv Todo Cuadra le spieghi un paio di fatterelli, per il resto è solo noia.

 

 

 

 

5 pensieri su “Spirit in the Sky

  1. Dicono che un giorno esisterà il teletrasporto, un mezzo reale e non più di fantascienza, con il quale sarà possible recarsi ovunque si voglia nel breve istante di un attimo. Ecco… vorrei che quel giorno fosse oggi, avrei da andare a dare una pacca sulle spalle ed una carezza.

    1. e chi lo sa 🙂 il freddo certo non mi giova.. mi piacerebbe tanto tanto salire su una montagna, in un giorno di maggio, magari col sole tiepido e fare tante foto. Provo a vedere se sono ancora attive le funivie a primavera inoltrata…

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